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CHI SIAMO

"Gina", dall'arabo "siamo venuti", è una parola contenuta nel ritornello di una canzone popolare che cantavamo scalando il "Passo della morte" tra Grimaldi Superiore e Menton, durante le riprese di "Io sto con la sposa". La canzone racconta di un gruppo di amici che corteggiano una bella e nobile fanciulla alla quale cantano: "se non fosse per i tuoi occhi non saremmo venuti, per i tuoi, occhi parla con noi". Questa è la storia del nostro nome ma anche della tensione che portiamo nel nostro lavoro, una passione che ci spinge alla ricerca di sguardi e punti di vista inesplorati. Per noi il cinema è un mezzo capace di ispirare azioni concrete, generare movimento nella realtà che viviamo.

"Io sto con la sposa" è un film grazie al quale abbiamo accompagnato in Svezia cinque richiedenti asilo siriano-palestinesi in fuga dalla guerra. Da quel finto corteo nuziale che ha attraversato l'Europa a partire dalla stazione centrale di Milano una mattina di novembre del 2014, per noi l'abito da sposa è diventato il simbolo del diritto al viaggio.

"Per un figlio" ha visto la luce grazie alla tenacia del regista Suranga D. Katugampala il quale ha deciso che per raccontare di questa Italia occorreva portare dallo Sri Lanka parte della troupe. Per distribuire il film nelle sale abbiamo attraversato l'Italia per entrare in diretto contatto con il pubblico italo-srilankese, senza il loro sostegno dal basso non ce l'avremmo fatta da soli. Da Milano a Palermo sono migliaia le persone che si sono mobilitate per accoglierci, venire a parlare con noi e discutere di identità, radicamento, per vedere sullo schermo una storia che somigliava moltissimo alla vita vera.

"Era domani" è un documentario sperimentale per la cui realizzazione la regista, Alexandra D'Onofrio, ha combinato laboratori di teatro sociale, pratiche di storytelling e animazioni attraverso un lavoro durato tre anni. L'obiettivo era ricostruisce le biografie, le aspirazioni e i sogni di tre giovani uomini di origine egiziana venuti in Italia da ragazzi con il sogno di una grande avventura. La distribuzione del film vuole affiancare le proiezioni con dei laboratori di storytelling e ascolto, teatro dell'oppresso, teatro immagine ed improvvisazione, media partecipativi (fotografia, animazione, video e audio) oppure dei seminari di antropologia visuale.

 

Lavoriamo in questa direzione, scegliamo di produrre e distribuire film che possano portare con sé il desiderio di un cambiamento, la voglia di cercare nuove lenti attraverso cui guardare la nostra contemporaneità. Per Gina Films distribuire un film ha una valenza insieme artistica, etica e politica. Vuol dire immaginare alternative per un mondo migliore, andarle a cercare e farle vivere.

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